E' stato recuperato attorno alle 18 dai tecnici del CNSAS di Forni Avoltri l'escursionista che aveva lanciato grida di aiuto in corrispondenza della zona boschiva nei pressi del bivio per la Val di Preone, sopra l'abitato di Pozzis di Verzegnis. Si tratta di un giovane cacciatore del posto, D.B. L., di anni 28, che era rimasto bloccato in fondo ad un ripido canale con bassa vegetazione.

Intervento di soccorso in comune di Frisanco (PN) delle squadre del Soccorso Alpino di Maniago e dei Vigili del Fuoco per un escursionista che aveva smarrito l'orientamento andando in cerca di castagne. L'uomo, R. W., 58 anni residente a Prata di Pordenone, ha allertato il 115 alle 11.30 con il proprio telefono cellulare raccontando di essersi smarrito a causa delle fitta nebbia in località Valdestali. Era partito in compagnia del figlio e di un amico dalla cava del San Lorenzo lungo una traccia di sentiero per cacciatori.

Si sono concluse ieri, martedì 11 ottobre 2016, a Fidenza (PR) le esercitazioni di alcune unità cinofile del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia. L’addestramento si è svolto in un arco di tempo molto intenso di quattro giorni a partire da sabato 9 ottobre, e ha coinvolto, oltre ai volontari specializzati del CNSAS regionale, anche quelli di altre regioni, come Marche, Veneto e Lombardia, in collaborazione con

Intervento del Soccorso Alpino della Stazione di Trieste oggi sul Monte San Leonardo, nel carso triestino, nei pressi della località Samatorza (Sgonico), a cavallo del confine con la Slovenia. I volontari triestini sono stati allertati alle 12.30 dal Soccorso Alpino Sloveno per soccorrere un escursionista sloveno. L’uomo M. V., classe 1949, si è infortunato lungo il sentiero, procurandosi la frattura del malleolo.

Sella Nevea (UD) Si è conclusa con successo, poco dopo la mezzanotte di sabato 8 ottobre, l’esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico del FVG iniziata venerdì mattina all’interno della grotta Pape Satàn, ai piedi del Monte Forato, nel Gruppo del Canin. L’esercitazione ha visto impegnati, nell’arco delle quaranta ore di svolgimento delle operazioni sotterranee, una settantina di uomini tra volontari provenienti dal Friuli Venezia Giulia e da altre regioni, con la partecipazione internazionale di dieci membri del Soccorso Speleologico Sloveno.

Si terrà tra venerdì 7 e domenica 9 ottobre 2016 un'importante esercitazione speleologica della Delegazione Regionale del Soccorso Speleologico del FVG. L’esercitazione avrà luogo nel Gruppo del Canin, più precisamente sotto le pareti settentrionali del Monte Forato, ai piedi del quale si apre una grotta di recente scoperta (2015), denominata Pape Satàn, ancora in corso di esplorazione.

E’ stato ritrovato attorno alle 15 di oggi, 3 ottobre 2016, il corpo senza vita di Orazio Puppini, il settantenne di Cavazzo le cui ricerche sono iniziate domenica mattina. L’uomo era quasi arrivato alla fine del sentiero che dal Monte Brancot scende sopra il lago dei Tre Comuni verso Braulins e Alesso, da dove probabilmente aveva intenzione di ritornare all’automobile, parcheggiata sul versante opposto del monte, con un passaggio.

02-10-2016: Sono iniziate questa mattina alle 9, sotto la pioggia, le ricerche sul Monte Brancot (Prealpi Carniche) di un uomo di 70 anni originario di Cavazzo, Orazio Puppini. L’allerta è stato dato stamattina da un cacciatore che aveva notato già dallo scorso giovedì un’automobile ferma alla partenza del sentiero che conduce alla cima del monte, - sul tratto che congiunge Bordano a Interneppo - una Polo Wolfswagen grigia, e che ha allertato i carabinieri di Tolmezzo.

Gemona del Friuli - 01 Luglio 2016Argo subito dopo il ritrovamento

Sono state ore di apprensione per la sorte di un'insegnante di Udine di cui si sono perse le tracce. La sera del 30 giugno, era andata a trovare suoi parenti che vivono a Portogruaro. È lì che il suo telefono ha agganciato per l'ultima volta la cella. Poi o si è spento o si è rotto. A denunciare la scomparsa è stato il marito.  La vettura della docente è stata trovata in mattinata in località Ospedaletto di Gemona, localita' nota all'insegnante per le sue passeggiate fno alla sella S.Agnese.  Ed e' proprio lungo i percorsi escursionistici della zona che si sono concentrate le ricerche.

Verso le 17, il fedele Argo fiuta qualcosa, parte deciso e di li' a pochi secondi il suo abbaio deciso riempe di echi la conca del lago Minisini.  L'insegnante e' stata ritrovata, a meno di un chilometro dall'auto, in stato confusionale ma sana e salva.  GRAZIE ARGO !

 

 

 

Le unità cinofile del  Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico FVG hanno collaborato nelle giornate di venerdì e sabato nei pressi di Campolongo di Tapogliano (UD) ad una esercitazione organizzata dal Distretto Destra Torre della Protezione Civile regionale e dalla Associazione Cani Da Catastrofe che fa capo al coordinamento delle unità cinofile della Protezione Civile FVG.L’attività si è svolta a partire dalle 21.00 di venerdì sera con attivita' durata tutta la notte in vari siti di ricerca di persone disperse in macerie.

Il 4 Marzo si è svolto a Casera Razzo un addestramento congiunto tra la Delegazione Bellunese e la Delegazione FVG del CNSAS sull’utilizzo dell’apparecchio ricerca travolti in valanga RECCO.  Tale apparecchiatura e' progettata per individuare delle opportune piastrine che vengono integrate nei capi di abbigliamento sportivi, ma in certe condizioni e' in grado di rilevare anche apparecchi elettronici di varia natura.

L’esercitazione ha riguardato l’utilizzo di tale utile attrezzo di ricerca travolti sia dall’elicottero quale individuazione primaria, sia come ricerca fine a terra.  L’abbondante neve caduta in questi giorni ha permesso la realizzazione di uno scenario molto realistico sul quale si è operato con i mezzi arei in uso ad entrambe le regioni, ovvero EC 145 T2 del Suem Veneto e AS350 B3 della Protezione Civile FVG.  La conoscenza reciproca dei mezzi aerei in uso è fondamentale per le squadre di Soccorso Alpino che molto spesso operano in operazioni congiunte su eventi valanghivi di tutta la parte ovest della nostra regione.

L'EC145 del Suem opera dalla base di Pieve di Cadore come servizio elisoccorso 118 (con equipe medica completa, tecnico di elisoccorso CNSAS e Unita' Cinofila se intervento in valanga). L'AS350 B3 della Protezione Civile FVG opera dalla base di Tolmezzo (con Unita' Cinofila e Tecnico CNSAS durante i festivi, pre-festivi e giornate a maggior rischio nella stagione invernale).

 

 

 

Premio " Stella di Natale 2015" assegnato al CNSAS

Il premio è stato consegnato il giorno 26 dicembre alle ore 17 presso il Duomo Concattedrale di S.Marco a Pordenone innanzi alle autorità civili e religiose ed ha visto premiata la locale stazione di Soccorso alpino del CNSAS  "per la dedizione ed il coraggio con cui i suoi 20 tecnici volontari operano quotidianamente, talvolta in condizioni estreme e in situazioni ostili, a favore della collettività, impegnandosi a soccorrere, con tempestività ed enorme competenza, tutti coloro che sono vittime di incidenti in montagna."

 

 

Foto di gruppo corso BTLS Gemona

Il 28 e 29 novembre 2015 si è svolto a Gemona del Friuli il terzo corso trauma base (Basic Trauma Life Support) per volontari del CNSAS, condotto dalla Scuola Nazionale Medica del CNSAS in ottemperanza al nuovo piano formativo nazionale. Nelle tre edizioni che si sono svolte in FVG quest’anno sono stati complessivamente formati un’ottantina di volontari di tutte le qualifiche tecniche; questi si sommano ai venti volontari formati nel 2014 con primo corso BTLS ufficiale. Attualmente la componente sanitaria della scuola regionale conta un istruttore nazionale e un istruttore regionale. In affiancamento e supporto sono venuti complessivamente 9 istruttori nazionali sanitari esterni. Come già consolidato per la componente tecnica, anche in ambito sanitario è fondamentale ricercare uniformità e standardizzazione sul territorio nazionale e in questo senso si sta muovendo decisamente anche la nostra Delegazione alpina.

Grande successo hanno riscosso questi momenti formativi presso i volontari.

 

 

[Messaggero Veneto - 10/10/2015]

SELLA NEVEA. C'è un posto sul pianeta Terra ove, in caso d'incidente, qualunque tecnologia, per quanto avanzata e moderna, non può risolvere l'emergenza. Un posto ove non arrivano reti cellulari, non arrivano mezzi meccanici, non c'è elettricità né calore, né tanto meno la luce. Molta acqua, anche irruente, clima gelido e un coperchio di roccia fossile antica 200 milioni d'anni. Questo posto sono le grotte del Canin, situate in Friuli Venezia Giulia, sulle Alpi Giulie orientali. Un "luna park" per gli speleologi e i ricercatori di fossili, un geo-sito territoriale di valenza mondiale, che trattiene al suo interno tra i più importanti fenomeni carsici nazionali ed europei (il pozzo naturale più profondo del mondo e diverse cavità che si spingono oltre i 1000 metri di profondità).

In questo luogo, nelle date del 1-4 ottobre 2015, si sono messe alla prova, come ogni anno, le delegazioni del Soccorso speleologico delle regione Fvg e del Veneto, facenti parte del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.Una prova concreta, certo simulata, ma al contempo reale: tutto vero, a parte il ferito in barella che per fortuna era un partecipante che assumeva la parte dell'infortunato per l'occasione.
Quindi tangibili gli sforzi e le tecniche di recupero, i sacchi con i materiali specialistici, gli uomini al lavoro. Con una peculiarità aggiuntiva – quest'anno – che ha dato un tocco internazionale all'esercitazione: la presenza di una folta rappresentanza di soccorritori speleo dalla vicina Slovenia e pure alcuni dall'Ungheria, assieme ad alcuni toscani e marchigiani. E la delegazione del FVG, padrona di casa, ha messo sul tavolo un piatto ambizioso, mai tentato in esercitazione: il recupero della barella dall'abisso alpino "Michele Gortani-Rami degli ungheresi", da meno 770 metri di profondità, distribuiti su oltre 2 chilometri di sviluppo interno.  Un viaggio nella roccia, con due gradi costanti di temperatura interna. Quattro sono state le squadre che si sono alternate nel recupero, iniziato, dopo le varie preparazioni dei campi base interni ed esterni, alle 20 di venerdì 2 ottobre e terminato, con la calata della barella dal paretone del monte Bila Pec, alle 8 di domenica 4 ottobre. Durante le 36 ore di recupero ininterrotto, la barella è transita in stretti meandri, gallerie e pozzi verticali, tra cui uno profondo 180 metri, sempre trasportata e accudita dalle squadre di nazionalità mista. All'esercitazione hanno preso parte 72 tecnici, e di questi ne sono entrati in grotta 60, i cosiddetti "profondisti".

Un grande evento insomma, organizzato e tenuto a battesimo dalla delegazione del Fvg, che un anno fa era stata chiamata tra le prime a risolvere, positivamente, un'incidente in grotta reale e drammatico avvenuto in Germania, ad oltre mille metri di profondità. Considerata la positiva esperienza, e l'entusiasmo di tutti i tecnici che hanno partecipato all'evento, anche in futuro l'invito della II delegazione Fvg sarà esteso alle altre delegazioni nazionali.

 

 

14/8/2015  -  Il CNSAS porta in salvo lo speleologo ferito nella grotta di Locoli (NU).  La Delegazione FVG era presente con n.2 Tecnici Disostruttori.  Leggi l'articolo completo al link qui sotto.

Articolo Soccorso Speleo in sardegna

 

 

ROBERTO E LUCAGIOVANNI E DANIELECARLO E RAFFAELLOALVISE E RUBENIl Soccorso Alpino Regionale si rinnova.

Nel rispetto delle norme statutarie e secondo la logica del rinnovamento generazionale il Soccorso Alpino del FVG vede l’avvicendamento di diversi capi stazione ormai in carica da parecchi anni. E’ un fatto decisamente importante, alla luce soprattutto della tipologia operativa del corpo ed alla conseguente necessità di porre continuamente in campo forze nuove come da sempre formate e preparate ad affrontare e coordinare l’estrema particolarità degli interventi che il Soccorso Alpino esegue con professionalità, dedizione e discrezione, ormai da parecchi decenni.

E sono proprio la grande discrezione e le situazioni operative (che nella maggioranza dei casi iniziano al tramonto e si concludono nottetempo) che, da sempre, tengono purtroppo nell’ombra l’operato di questi tecnici che come scelta volontaria si pongono a disposizione della collettività ma che devono, proprio per operare in situazioni alle volte estreme, superare iter formativi e di mantenimento di elevato livello tecnico che li abilitano, anche con la successiva attività addestrativa ed esecutiva, ad operare negli scenari più ostili, elitari per l’operatività del Soccorso Alpino.

Un ombra in cui il CNSAS si ritrova purtroppo collocato anche all’ l’occhio del cittadino comune che percepisce ed apprezza questa silenziosa efficienza solamente quando ne ha bisogno, direttamente o per qualche persona a lui cara. Ma a questo pur non secondario aspetto, i tecnici del Soccorso Alpino non danno grande importanza; ciò che conta è riuscire a rispondere, se possibile con esito felice, alla richiesta d’aiuto, che pongono dinnanzi a tutto ed alla quale, con naturale spirito di servizio e non per dovere istituzionale, da sempre danno e continueranno a dare una risposta pronta, professionale e disinteressata.

L’avvicendamento ha riguardato le Stazioni di Gemona in cui Raffaello Patat subentra a Carlo Cargnelutti ed è affiancato da Stefano Forgiarini; di Moggio Udinese in cui Daniele Moroldo subentra ad Adduca Giovanni ed è affiancato da Denis Faleschini come vice capo, di Forni Avoltri in cui Ruben Blanzan subentra ad Alvise di Ronco ed è affiancato da Francesco Candoni; di Pordenone in cui Luca Diana subentra a Roberto Sgobaro ed è affiancato da De Pellegrin Andrea e da Bombardella Luca; di Forni di Sopra in cui Crescini Luigi subentra a Eddy Dorigo che viene confermato come vice capo; della Valcellina in cui Aldo Martini subentra a Giacomo Giordani ed è affiancato da Clerici Marisa.

Nello spirito indirizzato al mantenimento di quei valori che nel corso degli anni hanno caratterizzato l’unicità del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico , ai nuovi capi stazione vada l’augurio per poter operare sempre al meglio nel rispetto di una strada già segnata più che da principi di mestiere, da esempio, solidarietà e spirito di servizio verso gli altri.

 

f.to I passati capi stazione

Invito per il 60° del CNSAS Stazione PordenoneIL CNSAS – Ricorda chi li ha preceduti

di Sgobaro Roberto, Capo stazione CNSAS Pordenone

Il CNSAS è una libera associazione di volontariato, senza fini di lucro, ispirata ai principi della solidarietà e fiducia reciproca tra soci. Provvede alla vigilanza e prevenzione di infortuni in ambiente impervio, nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti. E' una struttura nazionale operativa anche del servizio di Protezione Civile. Questa è la presentazione che ha fatto il sacerdote celebrante, alla popolazione di Palse di Porcia, al inizio della messa, che la Stazione di Pordenone ha voluto, per ricordare gli appartenenti che non ci sono più. La scelta di far celebrare la messa a Palse, oltre che alla disponibilità della parrocchia, ha anche avuto uno scopo significativo, che ricorda il mio primo intervento da capo Stazione, avvenuto trent'anni fa, per il recupero di un ragazzo, proprio di Palse, precipitato d'inverno dalla cima Manera. Lo scopo principale comunque è stato di ricordare chi non c'è più con i “vecchi” del Soccorso Alpino in concomitanza del 60° di fondazione avvenuto il 12 del mese. All'ordine del giorno, del consiglio centrale del CAI tenuto a Bergamo il 12 Dicembre 1954, tra le varie si scriveva : su richiesta del Dr. Stenico, viene sciolta la vecchia commissione Soccorsi Alpini esistente, nominando contemporaneamente una “ Direzione del CORPO SOCCORSO ALPINO “ del CAI. La direzione venne affidata proprio al Dr. Scipio Stenico, e la responsabilità della delegazione del FVG a Cirillo Floreanini reduce e componente della vittoria al K2. Significativa e molto sentita è stata la partecipazione dei familiari e dei ex appartenenti, che si sono trovati dopo la messa per un convivio, alla presenza anche del Sindaco di Porcia e dal suo vice, che hanno voluto rivolgerci parole di elogio e congratulazioni relative al nostro operato. La Stazione di Pordenone del CNSAS è stata fondata e resa autonoma dieci anni dopo, infatti le squadre del Pordenonese erano diretta dalla Stazione di Trieste. Soccorritori vecchi e giovani durante l'incontroDurante l' incontro sono stati letti Documenti storici, dove l' in dimenticato Redento Toffoli, comunicava che la Direzione del Soccorso Alpino di Milano aveva accettato la fondazione della nostra stazione. All'appello della lista del 1957 ha risposto Giancarlo Del Zotto, come a quella del 1960, e su quelle del 1964 , Danelon Mario, Boz Pierantonio, Agnolin Dino e altri, che con la loro presenza hanno voluto ricordare il loro Soccorso Alpino fatto di sacrifici durante il periodo del vero alpinismo, un soccorso fatto senza il supporto dei mezzi tecnologici e con pochi materiali, quando gli interventi si risolvevano con grande abilità imparata sulle pareti delle nostre montagne.  Nomi vecchi e nuovi assieme per scambiarsi ricordi e attualità in segno della solidarietà alpina.

 

 

CNSAS Pordenone con il Comandante USAF

Il Generale Comandante USAF e Sgobaro Roberto capo Stazione CNSAS di Pordenone

 

Incontro USAF di Aviano e CNSAS Stazione di Pordenone, durante la cerimonia di suffragio del militare Americano in forze alla base Aerea, caduto in montagna il 4 Aprile 2014. Dopo la cerimonia il Generale Comandante ha ricevuto una delegazione del CNSAS della Stazione di Pordenone, in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia .

Le motivazioni sono descritte nell'articolo specifico

 

 

 

A volte avvengono dei casi, che possono dividere le persone o i popoli, oppure all'incontrario ci sono dei casi che possono farle unire o riavvicinarle per condividere fatti avvenuti o ricordi passati.

E' quanto è avvenuto il 10 Aprile presso l'aeroporto USAF di Aviano in occasione della commemorazione del soldato addetto agli armamenti Nicholas Nadeja, caduto il 4 Aprile sulle nostre montagne.

Una cerimonia forte, piena di significati e momenti commoventi, alla quale il Soccorso Alpino di Pordenone è stato 140410-F-KG119-057invitato a partecipare come Corpo competente le operazioni di recupero del soldato caduto. Dopo la cerimonia il Generale Comandante ha incontrato una rappresentanza del CNSAS di Pordenone per condividere un momento di ricordi e fatti avvenuti. Al Comandante e al suo Staff sono stati consegnati dei documenti storici, una foto che risale al 1961 e il rapportino informativo, relativo ad un soccorso di un'alpinista caduto sul monte Duranno, sul quale è riportato che per il recupero è stato impiegato un elicottero SIKORSKY SH 34 della Base USAF, che in questo caso è stato il primo soccorso fatto in Italia, con elicottero in montagna. I documenti riportano date importanti che vanno dal 1961 al 1970. Sette sono stai gli interventi con l'impiego degli elicotteri USAF: il primo del 1961 ha impegnato gli equipaggi per 11 ore con quattro voli, il secondo del 1964 è relativo di un'alpinista sopra Cimolais, il terzo nel 1966 per il salvataggio di un'alpinista nella zona di Claut, il quarto nel 1968 per le operazioni di ricerca di una donna scomparsa vicino a Dardago, il quinto nel 1969 per le operazioni di recupero di due alpinisti Tedeschi sul Campanile di Val Montanaia, il sesto sempre nel 1969 per la ricerca di alpinista sul Monte Cavallo, e l'ultimo nel 1970 per il salvataggio di un'alpinista sul Monte Pramaggiore. Il documento redatto dal Delegato del Soccorso Alpino dice : “ In tutti questi interventi fa spicco l'immediatezza dell'azione dei mezzi aerei, non appena questi sono stati richiesti e grande ammirazione hanno sempre destato negli uomini del Soccorso Alpino, gli equipaggi degli elicotteri, per la loro impareggiabile abilità e arditezza nel condurre i mezzi aerei in un ambiente particolarmente difficile qual'è la montagna, spesso reso infido dalle particolarità atmosferiche. Nella mia qualità di Delegato della 1^ zona del Corpo Nazionale Soccorso Alpino del CAI sento il dovere di rivolgere un particolare ringraziamento al Comando della Base aerea Americana di Aviano, con preghiera di partecipare la mia riconoscenza e quella di tutti gli uomini del Soccorso Alpino, gli equipaggi dei mezzi aerei che hanno preso parte alle su citate azioni di Soccorso. “ il Delegato di 1^ zona Cav. Cirillo Floreanini, Tolmezzo, 10 Ottobre 1970. Questo documento e le foto hanno suscitato particolare interesse da parte del Comandante, che ha dato disposizione allo Staff di fare in modo che vengano posti in evidenza nella sala conferenze della Base. A sua volta il Generale, ad ognuno dei presenti del CNSAS ha donato la medaglia dell'amicizia.

Sgobaro Roberto CNSAS Pordenone

Si terra' a Rocca di Cambio (AQ) dal 23 al 25 Gennaio 2015 il IV CORSO DI RICERCA E STABILIZZAZIONE DEL TRAVOLTO DA VALANGA per Medici, Infermieri e Studenti di area sanitaria.

Scarica la brochure completa cliccando sulle immagini qui sotto.

Locandina Corso Valanga 1         Brochure Corso Valanga 2015

 

 

(AGI) - Trieste, 1 ott. - Al termine dei lavori antimeridiani del Consiglio regionale, la presidente Debora Serracchiani ha trasmesso il plauso dell'Amministrazione regionale al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per i sessant'anni di attività - che verranno celebrati il prossimo 12 dicembre - e per la coraggiosa operazione di soccorso portata a buon fine lo scorso giugno in Baviera. Ispirato ai principi della solidarietà e della fiducia reciproca - ha sottolineato Serracchiani - il Corpo del Soccorso Alpino e Speleologico ha fatto della vigilanza, della prevenzione, del soccorso e, purtroppo in certi casi anche del recupero di caduti in montagna, la sua missione. I numeri di questa attività pluridecennale nel solo Friuli Venezia Giulia rendono l'idea del servizio svolto per la comunità: 3.835 interventi, più di 5.000 persone soccorse, di cui 1.716 ferite e 580 decedute.
Senza contare la presenza del Corpo in tutti gli scenari più difficili: dal Vajont nel 1963, al terremoto del '76, dalle alluvioni in Piemonte (1994), a quelle che hanno interessato il Canal del Ferro e la Valcanale (1996 e 2003). E ancora, in occasione del sisma dell'Aquila nel 2009, nell'emergenza neve nelle Marche nel 2012, durante l'incendio della Val Raccolana l'anno scorso, fino ad arrivare allo straordinario intervento di soccorso del giugno di quest'anno in Baviera. Un intervento - ha ricordato la presidente della Regione - che ha mobilitato le squadre di soccorso di diversi Paesi in una sorta di gara di solidarietà transfrontaliera, che può considerarsi l'emblema della solidarietà unita alla professionalita' che caratterizza tutti gli interventi del nostro Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. (www.AGI.it)

Guarda le foto della premiazione

Riconoscimento CNSAS FVG 2014

 

 

CERCIVENTO - Dall’8 al 10 settembre a Cercivento (UD) si è tenuta l’esercitazione “Grifone 2014”, organizzata annualmente dall’Aeronautica Militare nell’ambito di un accordo internazionale sul soccorso aereo (SAR – Search and Rescue)

Nell’ambito dell’esercitazione,sono state simulate operazioni di soccorso in caso di incidente aereo in ambiente terrestre.

Dal centro di coordinamento del PBA (Posto Base Avanzato) - allestito dal personale del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare (3^ Divisione e 3° Stormo) - sono state pianificate e gestite tutte le operazioni aeree di ricerca e soccorso, in coordinamento con il personale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), responsabile delle attività di ricerca a terra.

L’esercitazione ha visto impegnate decine di squadre di terra e 12 elicotteri appartenenti ai reparti di volo di Aeronautica Militare, Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Corpo Forestale dello Stato.

Significativa la presenza di personale e mezzi stranieri: un elicottero dell’Armeè de l’Air (Aeronautica militare francese), uno dell’Ejército del Aire (Aeronautica militare spagnola) e osservatori stranieri. Presenza che contribuisce allo scambio di esperienze e allo sviluppo di procedure comuni tra le varie componenti civili e militari che costituiscono la task force dei soccorritori.

Eà stato anche allestito un piccolo ospedale da campo, predisposto dall’Infermeria Principale di Villafranca (VR) dove ha operato personale sanitario e mezzi dell’Aeronautica Militare e del Corpo Ausiliario delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana.

Alla Grifone 2014 ha partecipato inoltre una Squadra di Valutazione Ambientale del Servizio dei Supporti dell'Aeronautica Militare che si è occupeta di tutti gli aspetti relativi alla tutela dell'ambiente dai rischi derivanti da eventuali incidenti, effettuando sia attività di prevenzione che eventi simulati.

Il CNSAS FVG ha partecipato con 75 elementi tra cui 3 Unità Cinofile, 4 Tecnici di Elisoccorso, 8 Tecnici di Ricerca e 2 Istruttori Nazionali.

«Un’esercitazione importante- fa sapere il presidente del Cnsas regionale Graziano Brocca - in quanto ci permette di operare in ambito internazionale, grazie agli equipaggi spagnoli e francesi, e di affinare le operazioni di ricerca in maniera sinergica tra tutti gli intervenuti». «La collaborazione con le forze armate è essenziale- ha concluso Brocca - in particolare per il soccorso aereo notturno, possibile solamente con elicotteri appartenenti alle varie forze armate».

«Il compito dell’esercitazione- ha ribadito il direttore dell’esercitazione colonnello pilota, Alfonso Cipriano - è quello di addestrare, pianificare e condurre la ricerca di mezzi aerei e di personale dispersi a seguito di eventuali incidenti aerei effettuato a livello internazionale».

Guarda il video su youtube

Guarda secondo video su youtube

Leggi articolo su sito Aeronautica

Guarda la galleria fotografica

 

Elicotteri presso PBA Cercivento        Imbarco squadre al PBA Cercivento

Base operativa        Atterraggio AW 139 GdF

 

 


Image.jpg
Il 25° Corso Nazionale Unità Cinofile da Ricerca in Superficie del CNSAS si è tenuto a Ravascletto (UD) dal 01 al 08 Giugno 2014.

Si tratta di una novità per la nostra regione che non aveva finora mai ospitato tale evento. Record di presenze con più di 70 Unità Cinofile iscritte che hanno animato i boschi della località carnica per 8 giorni di intenso lavoro.  Presente anche il gruppo di Unità Cinofile Molecolari del CNSAS, unità cinofile specializzate nella ricerca su traccia. In totale più di 120 persone presenti, di cui 15 Istruttori Nazionali del CNSAS.

Guarda le foto del corso

  

 

UDINE, 16 dicembre 2013. Il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, ha premiato i il presidente regionale del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Fvg, Graziano Brocca, e il colonnello Stefano Commentucci, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Udine da cui dipendono le Stazioni del Soccorso Alpino di Sella Nevea e Tolmezzo.

Alla cerimonia sono intervenuti anche l'Arma dei Carabinieri, le Guardie Forestali, i Vigili del Fuoco, il 118, il personale Elifriulia e le squadre della Protezione Civile che hanno preso parte alla recente operazione di ritrovamento sui monti sopra Preone e che operano al servizio della comunità. «Un premio quello di oggi - ha detto Fontanini - che va a tutti quelli che sono sempre in prima linea per soccorsi, recuperi, assistenza agli escursionisti che hanno incidenti in montagna per diverse cause. Episodi con epiloghi spesso negativi ma altri a lieto fine come la recente operazione di soccorso sui monti di Preone che ha permesso il salvataggio di Emanuela Margarita, a cui vanno i nostri auguri di pronta ripresa». 

phoca thumb l RICONOSCIMENTO CNSAS 16 12 2013 foto A-Cella 25755 QUI LE IMMAGINI DELLA PREMIZIONE  (foto Alberto Cella)

 

 

 

 

Quasi un miracolo. Emanuela Margarita, 54 anni, l'escursionista udinese scomparsa domenica pomeriggio, è stata ritrovata stamattina alle 12.15 ancora viva.
Aveva perso il sentiero ed è scivolata in un canale per una quarantina di metri. Nella caduta si è rotta una gamba e il polso, ma ha trovato comunque la forza per risalire per alcuni metri e ripararsi sotto una sporgenza, dove è rimasta per quasi 24 ore, senza cibo e al freddo. A salvarla è stata l'acqua: lì vicino infatti scorreva un rigagnolo dal quale si è dissetata.

Di Emanuela si perdono le tracce dal pomeriggio di domenica, cioè da quando, al rientro da una camminata fino alla malga Pezzeit, sopra Preone, il gruppo che era con lei si è accorto che non c'era più. Volatilizzata tra una curva e l'altra, lungo il sentiero che li avrebbe riportati alla casera Sieluta. Più di 24 ore di ricerche ininterrotte, con squadre di tecnici del Soccorso Alpino CNSAS e della Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile, unità cinofile e due elicotteri, non sono bastate a trovare una sola traccia della donna, nonostante il terreno abbondantemente innevato dovesse rendere evidenti eventuali tracce di passaggio.
Gli unici punti critici dell'itinerario sono rappresentati da due brevi tratti costeggiati da un canalone profondo circa 150 metri: lunedì', sorvolando il dirupo con gli elicotteri, i soccorritori non hanno scorto alcuna traccia, ma il comportamento particolare di due cani in tale zona suggerisce ai soccorritori di insistere nella zona.
La svolta nelle ricerche si ha in tarda mattinata quando il cane Iko punta deciso verso il canalone. Il conduttore Marco (SAGF) interpreta al volo il comportamento del cane avvisando la base operativa. Iko discende deciso il canalone finche' l'aumentata pendenze gli impedisce di proseguire. Il cane non abbaia (i cani sono addestrati a farlo solo quando sono in prossimità' delle persona scomparsa, mentre questa volta Iko e' ancora lontano), ma il suo comportamento ha ormai destato interesse e una squadra di tecnici viene fatta confluire in zona per meglio ispezionare il ripido luogo. Accortasi della presenza di persone Emanuela lancia un grido di aiuto grazie al quale viene definitivamente individuata dai soccorritori.
Per il delicato recupero viene fatto intervenire l'elisoccorso 118 che provvede al recupero tramite verricello.

Dira' in seguito Emanuela :
"Non smetterò mai di dire grazie non soltanto a chi mi ha trovata fisicamente, ma anche a chi si è alternato nelle quasi 48 ore continue di ricerca. Sentire gli elicotteri che sorvolavano la zona mi ha dato fiducia e speranza nelle lunghe ore trascorse in fondo a quel crepaccio. Grazie davvero a tutti".

Il video del recupero

Le foto del soccorso, by A. Cella 

 EC 135

 

Di recente si è svolta una esercitazione nazionale di Soccorso Speleologico presso l'Abisso Luca Kralj (Sgonico), della profondità di 300 metri. Obiettivo della manovra è stato quello di testare le tecniche di disostruzione in presenza di passaggi stretti, anche mediante l'utilizzo di materiale esplosivo.

Il campo base è stato allestito presso la Centrale Operativa CNSAS di Padriciano (TS) che è stata messa a disposizione in termini di supporto logistico; trasmissioni radio; mezzi; sale riunioni. L'evento è stato organizzato dalla II Delegazione del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia ed ha visto la partecipazione di una trentina di tecnici specializzati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), provenienti da diverse regioni d'Italia e facenti parte della Commissione Nazionale Disostruzioni del CNSAS.

Questa particolare squadra si occupa della risoluzione di problematiche specifiche che si possono verificare durante un intervento di soccorso in grotta. Principalmente l'allargamento dei passaggi troppo stretti per il transito della barella e la messa in sicurezza delle aree instabili come le frane. Per allargare tali passaggi vengono usati anche gli esplosivi in forma di microcariche, da parte di volontari altamente specializzati ed abilitati (in possesso della licenza di fochino). L'ambiente angusto rende tutte le operazioni estremamente delicate ed è necessaria la massima concentrazione per svolgerle in condizioni di completa sicurezza.

All'evento era presente anche del personale sanitario della Commissione Medica del CNSAS al fine di valutare gli effetti dei gas di esplosione sul fisico dei tecnici, una problematica da non sottovalutare in grotte con scarsa circolazione di aria. Le operazioni si sono svolte in modo regolare ottenendo ottimi risultati. Rilevanti anche i dati raccolti per lo studio ed il perfezionamento delle tecniche nonché gli aspetti sanitari.

Si tratta del primo evento nazionale di questo tipo che viene svolto in Friuli Venezia Giulia, ed ha avuto successo anche grazie alla fattiva collaborazione con le istituzioni. Si approfitta dell'occasione per ringraziare il personale del Comune di Sgonico, della Questura di Trieste, del reparto Artificieri della Polizia e della Prefettura di Pordenone che hanno permesso la buona riuscita delle operazioni.  (Stefano Zufferli)

 

CHIUSAFORTE. Chiamati spesso a intervenire assieme nelle emergenze sotterranee dei territori confinanti, come nel resto dell’Italia, gli speleologi del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia si sono addestrati assieme. A Sella Nevea si è infatti svolta un’esercitazione congiunta di soccorso speleologico di una ottantina di tecnici della II Delegazione speleologica Friuli Venezia Giulia e della VI Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige, nell’abisso Queen Mama, una cavità che si apre sul versante italiano del monte Canin, in prossimità di Sella Prevala. La morfologia interna della grotta è caratterizzata dall’alternarsi di pozzi verticali e di gallerie che rendono estremamente complicato un eventuale intervento di soccorso. A ciò si aggiungono le problematiche dell’avvicinamento all’ingresso situato a oltre 2.200 metri di quota. Appunto, in questo scenario complesso si è simulato un intervento di recupero di un infortunato da una delle diramazioni della cavità situata a 420 metri di profondità.

Schermata 2013-10-12 a 11.04.20Le tre squadre di recupero, che si sono alternate nelle operazioni di trasporto della barella lungo la grotta, hanno impiegato 26 ore per riuscire a portare l’infortunato in superficie, percorrendo circa 1.700 metri, in cui si alternavano tratti verticali, superati con corde e tecniche specifiche, e tratti di lunghe e complesse gallerie a sviluppo sub orizzontale dove la barella è stata trasportata a braccia dai soccorritori. Altre squadre sono state impegnate all’esterno per fornire il supporto tecnico per l’allestimento dei due campi base posizionati a Sella Nevea e a Sella Prevala. Importante anche il supporto tecnico di Promotur.

(da Messeggaro Veneto del 08.10.2013)

PAULARO: La salita destinata a diventare l’emblema dell’edizione 2013 del Giro d’Italia, quella di Cason di Lanza, da ieri è intitolata al Corpo nazionale soccorso Alpino e Speleologico del Fvg. Gli “angeli della montagna” saranno i custodi del passo che separa Carnia e Valcanale, dove il 14 maggio transiterà la Carovana rosa. E’ stato Enzo Cainero, patron delle tappe friulane del Giro, a voler posizionare, in cima alla sella, un cippo dedicato proprio al Cnsas, «a riconoscimento e ringraziamento - si legge sulla targa - per l’encomiabile attività svolta anche in condizioni difficilissime, in aiuto delle persone in difficoltà nel loro vivere in montagna». Lo scoprimento del cippo è avvenuto ieri mattina, alla presenza di Cainero, del vicesindaco di Paularo Daniele Di Gleria, del sindaco di Pontebba Isabella De Monte, dell’assessore di Arta Terme Guido Della Schiava e del presidente regionale del Cnsas Graziano Brocca. A Cason di Lanza, per assistere alla cerimonia, allietata dalla Banda di Paularo, c’erano anche una trentina di volontari del Soccorso alpino del Fvg. «E’ stata una bellissima giornata - afferma Cainero - che abbiamo voluto organizzare per ringraziare gli uomini del Soccorso alpino, che con il loro impegno e la loro disponibilità sono sempre a disposizione in caso di emergenza». La professionalità degli uomini del Cnsas è già stata utile al Giro d’Italia nel corso della tappa sullo Zoncolan del 2011, quando l’arrivo di un temporale a fine corsa, richiese una decina di interventi da parte degli uomini coordinati da Alvise Di Ronco. A loro è arrivato anche il ringraziamento di Isabella De Monte, sindaco e neosenatrice: «Parliamo di persone che conoscono perfettamente il territorio e che sanno affrontare ogni tipo di emergenza in montagna. Ancora una volta - aggiunge - il Giro d’Italia si dimostra occasione non solo sportiva, ma spunto per tutta una serie di iniziative capaci di far emergere i valori essenziali di una comunità». Lo scoprimento del cippo dedicato al Cnsas è stata l’occasione, per Enzo Cainero, di valutare gli ultimi dettagli sulla strada che da Paularo sale a Cason di Lanza prima dell’arrivo della tappa. Non a caso ieri, la salita è stata in qualche modo inaugurata da una gara di mountain bike che ha visto la partecipazione di una settantina di appassionati . «Sono sceso fino a Pontebba per verificare una serie di lavori ancora da ultimare e devo dire che le ditte incaricate hanno fatto davvero un grande lavoro. Sono particolarmente soddisfatto perché riusciremo a far passare la Carovana Rosa su una strada che molti ritenevano impercorribile. - A. Cesare

Qui alcune foto della cerimonia di intitolazione.

TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1500 TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1503 TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1506
TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1505 TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1511 TARGA CNSAS CASON LANZA 2013 1513

 

 

Nei giorni 20 e 21 febbraio 2013, nel comprensorio transfrontaliero Canin–Sella Nevea, si sono svolte due giornate di esercitazione organizzate, nell'ambito del Progetto ALPSAR, dalla Protezione Civile e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con le omologhe strutture slovene.

Ingresso abisso Egidio
Il progetto ALPSAR cofinanziato dal Civil protection financial instrument ha permesso lo sviluppo di dispositivi per la localizzazione, scambio e visualizzazione di dati in tempo reale durante operazioni trans-frontaliere. Il sistema ALPSAR consente il collegamento tra le Sale operative di Palmanova e di Lubiana, e tra i campi base ed i tecnici impegnati nelle operazioni di ricerca persone.
Il progetto vede come lead partner la Hitec del Lussemburgo e come partner associati la Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia e la Protezione civile Slovena con la collaborazione del CNSAS-FVG e del soccorso alpino sloveno.
L’esercitazione ha visto coinvolti nelle due giornate, un centinaio tra tecnici e operatori del soccorso alpino italiano e sloveno impegnati in scenari di operazioni di soccorso speleologico ed in valanga. I due giorni di esercitazione in scenari operativi hanno permesso di testare le caratteristiche e di evidenziare i limiti del sistema realizzato, nel contempo hanno dato spunto per apportare modifiche necessarie per un ulteriore sviluppo del Sistema ALPSAR.
L’attività è cominciata, nei giorni 16 e 17 febbraio, con la preparazione dei campi in quota da parte dei volontari del CNSAS e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) della Stazione di Sella Nevea.

UC al alvoroNella giornata del 20 febbraio si è svolta la prima esercitazione consistente in un intervento di squadre miste italo-slovene in operazione di soccorso speleologico nell’abisso Egidio in comune di Bovec (Slovenia) a poche centinaia di metri dal confine. Dopo l’allerta inviata della sala operativa della Protezione civile di Lubiana alla Sala operativa regionale di Palmanova, gli operatori hanno proceduto all’installazione del campo base presso la Stazione del SAGF di Sella Nevea.
Successivamente le squadre sono state trasportate in quota dall’elicottero della Protezione Civile. Il 21 febbraio si sono svolte due esercitazioni di ricerca in valanga, la prima nei pressi del rifugio Gilberti in conca Ursic e la seconda in conca Prevala.
Oltre alla base operativa presso la stazione del SAGF di Sella Nevea è stato anche installato un campo avanzato al Rifugio Gilberti con l’utilizzo del sistema di comunicazione satellitare NOSACO sviluppato nell'ambito del Progetto ALPSAR e testato il giorno precedente.


Nel primo scenario coordinato dal soccorso sloveno è stato simulato il ritrovamento di sci alpinisti travolti da una valanga.  Squadre miste italo-slovene hanno utilizzato i sistemi ARTVA e Recco per la localizzazione dei travolti, operando assieme ad unita' cinofile del CNSAS FVG e del SAGF.  All'attivita' ha preso parte anche personale del Soccorso Piste della Polizia di Stato.

Nel secondo scenario l'attività di ricerca è stata effettuata tramite unità cinofile del progetto speciale della Direzione Nazionale CNSAS, provenienti da varie regioni d'Italia e la cui formazione è prevalentemente di ricerca in catastrofe ma che operano anche in valanga e superficie.  La formazione di queste UC e' finanziata con specifico progetto del Dipartimento Protezione Civile e si avvalgono di un consigliere tecnico proveniente dalla Francia.

La collaborazione sinergica e la professionalità dimostrata dal personale coinvolto, hanno permesso lo svolgimento dell’esercitazione e dato la possibilità di testare in senari operativi i dispositivi di supporto alla gestione di emergenze che il sistema ALPSAR offre. 
All'evento hanno collaborato anche la Hitec, partner del progetto ALPSAR, il Centro di cooperazione di polizia e doganale di Thorl-Maglern, la Promotur e il Settore neve e valanghe della Direzione regionale Risorse rurali, agroalimentari e forestali.

 Briefing iniziale  Uno dei tablet in dotazione  UC in azione

UC al lavoro     Foto di gruppo    Preparativi per sondaggio

 

Imbarco UCVZONCOLAN. Tra le varie attività che svolge il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Fvg, c’è anche l’evacuazione delle persone nel caso di un blocco agli impianti a fune gestiti da Promotur. I volontari del Cnsas infatti, sono addestrati per intervenire sulle cabinovie e sulle seggiovie dei poli sciistici regionali in caso di guasti o emergenze. Proprio per questo, nel corso dell’anno, sono previste una serie di esercitazioni, in modo da provare i diversi scenari di intervento.

Ogni stazione del Cnsas si occupa della sicurezza di uno o più poli: quella di Cave del Predil di Tarvisio e Sella Nevea, le stazioni carniche dei poli di Zoncolan e Forni di Sopra, quelle del pordenonese del Piancavallo. Ogni gruppo, in accordo e con il supporto del personale Promotur, simula un intervento nella propria stazione sciistica di riferimento.  Nei giorni scorsi c’è stata un’esercitazione nel polo dello Zoncolan, che ha impegnato una quindicina di uomini. I volontari hanno operato in una delle seggiovie della località carnica, ipotizzando il blocco dell’impianto. È stata simulata la possibilità che alcuni sciatori restassero bloccati a metà del percorso della seggiovia, sospesi nel vuoto. Due gli interventi possibili: il primo prevede il raggiungimento delle persone bloccate attraverso la discesa dei soccorritori del Cnsas lungo la fune dell’impianto. Una volta raggiunti, gli sciatori vengono calati a terra con l’ausilio di corde e funi. Più spettacolare il recupero con l’ausilio di un elicottero (messo a disposizione dalla Pc regionale): in quel caso, come è stato provato sullo Zoncolan, uno dei soccorritori si cala dal mezzo aereo utilizzando un verricello, raggiunge gli sciatori bloccati e, uno alla volta, li accompagna al suolo.

Per abbattere i tempi di intervento in caso di valanga inoltre, per tutta la stagione, un’unità cinofila del Cnsas o del Soccorso alpino della Gdf è a disposizione nella base aerea della Pc di Tolmezzo.  I 13 cani con i loro conduttori, nei giorni scorsi, si sono addestrati a Sella Nevea.(a.c.)

da Messaggero Veneto - 27 Dicembre 2012

C.N.S.A.S. Servizio Regionale Friuli Venezia Giulia - C.P. 19, 33010 Osoppo (UD) C.F. 93008660305 - ..:: Layout dk2011 ::..