IL CNSAS – L'importante è essere sempre all'altezza della situazione. Pubblicato sul Gazzettino il 09-03-2012 di Sgobaro Roberto Il gravissimo incidente avvenuto il 7 di Febbraio di due anni fa, sul versante nord della cima Forcella, lungo il canalone che scende dalla forcella di Palantina alta è sempre nei nostri ricordi. I nostri amici che sono stati travolti, ci dicono di non abbassare mai la guardia ed è con questo spirito che continuiamo ad addestrarci con esercitazioni specifiche, sempre vicine alla realtà. Quest'inverno senza neve, sarà da ricordare senza dubbio, ma questo non vuol dire che dobbiamo tralasciare le esercitazioni in valanga. L'esperienza ci insegna che la neve può cadere anche a Marzo ed Aprile e non oso pensare come il mondo sci alpinistico si scatenerà se questo avverrà, tutti sono e siamo in attesa di poter percorrere anche quest'anno i magnifici itinerari sci alpinistici che ci offrono le nostre montagne. Ed è per questo che il soccorso alpino non può permettersi di farsi trovare impreparato. E allora andiamo ad esercitarci dove c'è neve, ci siamo detti, così Domenica scorsa la Stazione di Pordenone si è trasferita al Lussari, sotto la cima Cacciatori per un aggiornamento ed esercitazione specifica su valanga. Dopo la preparazione dei campi di ricerca, un briefing ed una rinfrescata alle ultime tecniche di ricerca con gli ARTVA sia digitali che analogici. Poi trasferimento tutti con sci e pelli sul luogo di una valanga reale, lungo un canalone per le prove sia di soccorso organizzato sia di autosoccorso. Il tutto fatto simulando la realtà: magazzino dove si lasciano i materiali, cancello di entrata e piccolo campo per le prove a secco e riverifica degli ARTVA. Al cancello, prova di ricezione e poi via; ad ognuno era concesso un tempo massimo di dieci minuti per: salire cinquanta metri di canalone, individuare due reperti affioranti in superficie, ascoltare eventuali richiami di aiuto e trovare i due “travolti” muniti di ARTVA. Non è stato facile, data la pendenza e i cumuli di neve marcia, il tempo di sopravvivenza di un travolto va dai 15 ai 18 min. e allora la velocità e l'allenamento specifico sono determinanti. Molto dettagliata e precisa, la spiegazione da parte dell'istruttore, relativa ai vari tipi e fasi di sondaggio da adottare durante il soccorso organizzato. Poi è stata la volta della UCV, Kesa il nostro cane da Valanga, è arrivato su una scena, inusuale, infatti ha dovuto lavorare su una valanga “inquinata”, ha dovuto selezionare tutti gli odori dei presenti in valanga, poi ripercorrere le tracce che ognuno di noi aveva lasciato per poi selezionare e marcare l'odore che gli mancava "all'appello" tuffandosi e scavando sopra la buca dove era stato sepolto il figurante. Concludo ringraziando il nostro istruttore Federico, che conoscevo come persona e amico, ma non conoscevo nello specifico per le sue capacità, essenziale, con una parlata semplice ma molto efficace e a detta di tutti senza fronzoli e molto professionale. Capo stazione CNSAS Pordenone
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