GEMONA - (pc) Ad oltre un mese dalla sua scomparsa, la famiglia di Luigi Londero lancia una nuovo appello per il suo ritrovamento: «A Luigi se, come auspichiamo, ha l'occasione di leggere queste note - dicono i suoi fratelli Lorenzo e Luigina - rivolgiamo il seguente accorato appello: facci sapere, nei modi da te ritenuti opportuni, se stai bene e se gradisci che ti veniamo incontro, ovunque tu sia. I tuoi familiari e tanti gemonesi conservano stima e affetto nei tuoi confronti. Siamo certi che, se farai ritorno alla tua amata Gemona, ti accoglieranno con ancora più grande affetto». Luigi Londero, 69 anni e ben conosciuto a Gemona soprattutto presso il centro dove era spesso possibile vederlo a piedi o in bicicletta, è scomparso lo scorso 14 settembre e la sua bicicletta è stata trovata sulla sponda del torrente Vegliato. In questi giorni, il gruppo dei soccorritori hanno presentato il bilancio delle ricerche: «L'attività di ricerca ha impegnato - dice Carlo Cargnelutti, responsabile del soccorso alpino del Gemonese - parecchie decine di uomini. In dieci giorni abbiamo percorso oltre 800 ettari, senza contare i sorvoli dell'elicottero della Protezione civile impegnata nelle ricerche e nel trasporto in quota delle squadre e delle unità cinofile; abbiamo individuato ben 120 zone diverse, alcune delle quali sono state percorse anche più di una volta. In Italia posso dire che ben pochi interventi sono stati fatti con questo rigore impiegando tante persone, tante unità cinofile, anche 11 contemporaneamente, fra cui anche un'unità cinofila a ricerca molecolare».

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