IL CNSAS – Il cane bloodhound Pubblicato sul Gazzettino il 29-03-2012 di Sgobaro Roberto Fino ad ora ho fatto solo un accenno relativo a questo magnifico cane che la natura ha dotato di prestazioni straordinarie, ma è arrivata l'ora di presentarlo, perché ora sta diventando una realtà, un sogno e un progetto, che il Soccorso Alpino Regionale ed in particolare la nostra Claudia Colledani ha voluto a tutti i costi. Non è stato facile, ma la sua caparbietà legata alla sua serietà ha fatto modo di essere scelta dal Presidente Nazionale, Piergiorgio Baldracco, quale UCRM (unità cinofila ricerca molecolare) per il CNSAS del Friuli Venezia Giulia. Si chiama Galileo – Toby il cucciolo nato in Agosto ed arrivato da noi a Novembre 2011, da subito ha iniziato gli addestramenti programmati dal responsabile Nazionale che si svolgono per quattro giorni al mese a Baveno (Verbania) sede scelta per il corso ed il conseguimento dei brevetti. Dall'inizio il Bloodhound era usato, sopratutto dai Reparti della Polizia di varie Nazioni Europee solo per motivi investigativi, tra cui squadre della Renania e della Sassonia (Germania), della Francia, del Belgio, della Svizzera E' la prima volta che un'organizzazione di Soccorso in Montagna ed in particolare il CNSAS adotta questa razza, ed è il corpo che è stato scelto per l'assegnazione dei primi cuccioli. Alla data di oggi il CNSAS dispone di 3 UCRM operative specialistiche; altre 4 operative in quanto hanno superato il 1° brevetto Internazionale ed 1 in formazione (Claudia e Toby) più altre 2 in progetto. La loro formazione, le attività addestrative e le prove valutative sono seguite esclusivamente da Istruttori svizzeri della NBAS (National Bloodhound Association of Switzerland) coadiuvati anche da istruttori americani provenienti dalla Virginia La specifica dote del Bloodhound è la sua capacità di identificare la molecola specifica lasciata dal corpo umano: un segno che, al pari delle impronte digitali, è unico per ognuno di noi, quindi riesce ad immagazzinare questo odore nella sua mente e solo quello segue; quanto alla resistenza, può seguire una pista per quattro o cinque ore e per più di sette chilometri con dislivelli anche di 1200 metri. Questa è la differenza sostanziale che lo distingue dai cani di ricerca in superficie. Il primo grazie alla separazione degli odori ne riesce a seguire uno distintamente, il secondo insegue qualunque odore umano. Altra differenza sostanziale è che il Bloodhound è sempre al guinzaglio mentre il secondo è libero. Da qui ne consegue la scelta accurata del conduttore che abbisogna di una sensibilità particolare poiché il guinzaglio è come un cordone ombelicale che trasmette lo stato d'animo del conducente al cane e viceversa, deve, infatti, saper leggere il suo cane dal guinzaglio, percependo dal suo comportamento se sta seguendo la pista o se si è fatto distrarre da odori estranei. Questo è il progetto iniziato due anni fa dal Soccorso Alpino . Capo stazione CNSAS Pordenone

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