KETRISS

La notizia è arrivata come una bomba , mi sconforta, sono solo in casa e non so con chi esprimermi, mi sale lo sconforto e penso di condividere la notizia telefonando a caso a chi mi ricordo per primo. La fortuna che subito dopo arriva Luca il mio vice e possiamo condividere tutto questo assieme.

C'è una esercitazione di ricerca il giorno dopo dove abbiamo coinvolto quasi 80 – 90 persone e da subito la voglia è quella di annullare il tutto, ma dentro di me una voce mi dice di non mollare, mi confronto con il mio Delegato e Presidente e specialmente lui mi sprona a non mollare e allora capisco che Ketriss non lo avrebbe voluto, non ci avrebbe permesso di mollare.

E' dura, durante la notte mentre non dormo, mi chiedo se sia stato giusto accettare di coprire il ruolo di capo stazione per così tanti anni, oppure fosse stato giusto fare tre anni e poi via senza farmi coinvolgere più di tanto dai miei soccorritori, che negli anni sono diventati amici dei quali conosco le loro famiglie, le mogli o mariti o le compagne o compagni.  E con questa premessa conosco anche, Ketriss che arriva in punta di piedi, nel 2004 durante una esercitazione con l'ALE Rigel in Piancavallo, Bruno, che da sempre ha seguito con simpatia i reparti di Casarsa, mi presenta uno specialista, ora non mi ricordo se fosse già maresciallo, ma Bruno mi dice ; questo le forte scoltame mi, falo entrar.  Viene a trovarmi a casa Ketriss, parliamo del più e del meno e capisco che non posso pretendere da lui un curriculum, ma comunque, durante la riunione mensile viene da tutti accolto con sincerità, perchè si presenta con quel suo sorriso largo a occhi  socchiusi e due bottiglie di Cartizze doc e da subito è simpatico a tutti e al suo curriculum non ci facciamo caso.  So che il suo mestiere non è facile e certo non gli farà conciliare appieno i percorsi formativi se vuole diventare un buon soccorritore.  Nel 2005 è aspirante Osa, ma nel contempo ci sono gli impegni militari, c'è la missione in Kosovo, ed è molte volte assente, ma tutta la stazione accetta tutto questo quasi a percepire che un giorno non sarà così, che il suo potenziale verrà alla luce.  Viene a trovarmi spesso a casa e mi confida alcune sue vicissitudini personali, che naturalmente tengo per me;  sono di nuovo pronto mi dice e passa le verifiche Osa.  Poi c'è un crescendo incredibile chiede di fare il percorso TeSA, sa che per regolamento ci vorrebbero tre anni dopo il percorso Osa più la presentazione di aver fatto degli interventi, ma il direttore della scuola, comunque accetta di andare al di là delle regole, si capisce da subito che andrà ancora avanti, lo capisce subito Ennio al Rif. Corsi nel 2007 durante le verifiche TeSA e diventano amici che si aggiunge agli amici che si moltiplicano, perché quel suo modo di presentarsi di vivere la montagna con quel suo sorriso coinvolgente che ti fa capire che finalmente qualche cosa sta cambiando e che l'uomo sta dando una svolta alla sua vita.  Nel 2008 è Tesa a tutti gli effetti e alla stazione sta portando la sua competenza e assieme agli altri Tesa ci sprona ci insegna le ultime tecniche, ribalta i ruoli e anche lui diventa il nostro punto di riferimento.  Nel contempo la montagna lo coinvolge a 360 gradi non vuole soltanto viverla, ma insegnare a vivere la montagna e intraprende la strada per diventare Guida Alpina, è dura, gli istruttori non gli risparmiano niente, nel 2010 una prima delusione, perché per un niente non riesce ad esprimersi in parete sulle difficoltà richieste, viene a casa mia e me lo confida, ma non mollo mi dice, adesso vado in California a farmi alcune vie estreme sul Capitain e dopo in Bianco a fare vie di misto e vediamo se non ne vengo fuori.  Nel contempo è già TE e copre il suo ruolo con serietà e l'ambiente del 118 di Udine lo accoglie con sincerità perchè riconosce la sua professionalità e le sue capacità. Nel 2011 finalmente è aspirante Guida e continua caparbiamente con i percorsi di completamento, macina vie difficili ed estreme con un semplicità disarmante, mi tiene aggiornato con le sue foto e le sue notizie.  Poi un'altra pausa c'è la missione in Afganistan a cui non può sottrarsi, mi invia foto di tutti generi, lo vedo con suo fratello Wendy, poi sotto Natale mi messaggia: sto rientrando.  Quest'anno era entrato anche nella scuola Regionale come istruttore a far valere il suo bagaglio di esperienza e capacità.  La sua riservatezza era tale, che solo dopo un po' di tempo ho scoperto che era stato fautore dei trasporti, con il suo AB205, per il rifacimento della via Julia sul Canin, oppure questa primavera per i trasporti in quota del bivacco dedicato a Luca Vuerich, sulla cima del Foranon del Buinz.  Lui era così, dedicava tutto se stesso alla montagna e al suo lavoro, dove, come mi disse l'altro ieri una sua collega era considerato un maestro.  Da un po' di tempo aveva trovato casa a Dardago, che condivideva con Gaia la sua compagna, anche lei coinvolta da Ketriss e dalla passione della montagna, ora era sereno in tutti i sensi e lo vedevo felice e questa sua felicità finalmente era riuscito a condividerla anche con gli altri componenti della stazione, con molti soccorritori della Regione e con una marea di amici e colleghi.  Per volontà dei suoi familiari è stato vestito con la nostra divisa, dove i suoi colleghi del Rigel hanno voluto posargli sul petto, anche lo stemma del suo raggruppamento elicotteri ed è con questo segno che gli chiediamo di guardarci e tenderci una mano durante la nostra attività di soccorritori.

Per finire personalmente lo voglio ricordare proprio sulle creste del Foranon del Buinz, dove l'ho ritratto con i suoi colleghi, con il cagnolino del suo comandante nello zaino con lo sfondo della catena innevata del Canin, con quel suo sorriso largo e sincero ad occhi socchiusi. E a nome di tutti ti dico, che sarà dura dimenticarti, che rimarrai a lungo nei nostri cuori e in friulano ti dico MANDI KETRISS.

Roberto Sgobaro capo stazione CNSAS di Pordenone

 

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